Sabato soleggiato e mite.

Domenica forte instabilità, calo termico.

Capodanno 2016 e tendenza fino al 15 gennaio

Anno nuovo, vita nuova. Andrà così, almeno per la circolazione atmosferica sulla nostra Europa. Dopo un dicembre estremamente stabile, con alta pressione, assenza di piogge, scarsa ventilazione, temperature perennemente stazionarie e perfettamente in linea con le medie climatiche del periodo, la configurazione barica a scala continentale muterà rapidamente e tornerà a farci prendere finalmente l'altalena. In questo primo scorcio di inverno, infatti, alla voce ondate di caldo e freddo, aldilà delle solite esagerazioni giornalistiche (bagno a Mondello con 16 °C fatto passare per uno scenario insolito ed extrastagionale), abbiamo segnato la cifra ZERO. In arrivo una svolta?

Ebbene, già dalle prossime ore, il corridoio anticiclonico sempre più stretto, che si estende dal nord Africa alla Scandinavia, sarà infatti braccato da ambo i fianchi: ad est da una colata artica di notevole portata che sta già investendo tutta l'Europa orientale, ad ovest da una vasta perturbazione atlantica, collegata al sempre più profondo ciclone extra-tropicale d'Islanda, la bassa pressione semi-permanente sub-polare. Quali gli effetti sulla nostra regione?

L'irruzione gelida che sta guadagando lentamente qualche centinaio di chilometri verso ovest si appresta ad invadere dopo i Balcani persino Turchia e Grecia ed andrà a lambire la Puglia; il Sud Italia sarà interessato - perdipiù molto marginalmente - solo dall'estremo bordo occidentale del nocciolo artico, pertanto non si andrà oltre un moderato calo termico, quantificabile in non più di 4-5 rispetto ai valori odierni, previsto proprio per la giornata di Capodanno; non sono previste precipitazioni se non sull'estremo settore nord-orientale, dunque tra Messinese e Catanese, specie proprio durante la notte del Veglione; eccezion fatta per Messina che potrà essere interessata da qualche rovescio, sono salvi dunque gli eventi in piazza nelle nostri grandi città; unico, leggero disturbo la presenza di un debole vento di Tramontana e quindi un pò di freddo.

A Capodanno avremo ancora qualche addensamento nuvoloso e residue precipitazioni sulle aree settentrionali; ampie schiarite nella giornata di sabato. Tutto ciò in attesa dell'arrivo di un ciclone mediterraneo che si scaverà in prossimità della Sardegna e che, domenica, traslando verso la Puglia, dispenserà il suo carico di pioggia anche sulla nostra regione, accompagnato da forti venti occidentali (Libeccio sabato e Ponente e Maestrale domenica). Oltre ad agitare i mari e pulire l'aria, la circolazione di bassa pressione avrà il merito di riportare un pò di pioggia sulla nostra regione. Dove? Nella mattinata di domenica locali precipitazioni interesseranno dapprima le aree occidentali, per poi estendersi a buona parte delle coste meridionali dell'Isola; attenzione poi al tado pomeriggio/sera, quando dei temporali in formazione sul Tirreno andranno ad investire le province di Palermo e Messina, apportando fenomeni localmente anche a carattere di rovescio od acquazzone, specie sull'area intorno a Capo d'Orlando, ed accumuli anche superiori ai 20-25 mm sui rilievi prospicienti, in particolare tra Madonie e Nebrodi. I quantitativi di pioggia previsti complessivamente sono evidenziati nella mappa allegata (modello WRF): attesi valori compresi tra lo 0 delle aree interne sud-orientali, in ombra pluviometrica in quanto "sottovento", e i picchi over 20 mm dei rilievi settentrionali.

E a seguire? Quali sono le tendenze per la prima decade del mese? Ebbene le proiezioni a lungo termine, da noi elaborate attraverso il sistema ENSEMBLE dello NCEP (GENS), propendono, come anticipato in apertura, per scenari diametralmente opposti a quelli di dicembre. In luogo della recente monotonia, assisteremo infatti al valzer di una serie di perturbazioni, precedute da calde correnti nord-africane e seguite da aria un pò più fredda proveniente dal nord Atlantico. Ciò comportrebbe una prima parte di gennaio decisamente più ventosa e piovosa, temperature mediamente più elevate (anche se la presenza del vento ci farà percepire più freddo dei valori reali) e limiterà gli sporadici episodi nevosi solo alle quote di alta montagna, dunque alle cime del nostro Appennino. La fase piovosa e ventosa caratterizzerà presumibilmente tutta la prima metà di Gennaio. A questo proposito siamo in gradi do fornirvi anche quel dettaglio in più rispetto all'altalena termica che ci attende:

FREDDO a Capodanno, più CALDO il 3 gennaio, lieve calo termico il 4, leggero rialzo il 5, lieve calo e valori nella norma intorno all'Epifania, poi nuovo, graduale rialzo, con probabile picco del caldo intorno al 10 (valori quasi primaverili), in attesa di un successivo abbassamento termico che ci riporterà in inverno a metà mese. Dopo la leggera avvezione fredda di Capodanno e le altre, altrettanto irrisorie del 4 e del 6, per avere freddo intenso dovremmo attendere, dunque, almeno la seconda metà del mese. Nel frattempo, dopo le temperature pienamente invernali del mese di dicembre, registremo, per quasi l'intero periodo, valori al di sopra delle medie climatiche del periodo.

Vincenzo Insinga

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