Sabato soleggiato e mite.

Domenica forte instabilità, calo termico.

TIRRENO EFFECT - Tempesta di neve in arrivo sul nord Sicilia

Un’autentica tempesta di neve sta per abbattersi sul nord della Sicilia. I media nazionali non ve lo diranno. Si limiteranno ad annunciare forti nevicate su Molise e Puglia e qualche fiocco, sempre che lo ricordino, “persino in Sicilia”. Ebbene no! Il settore settentrionale della nostra regione, infatti, sarà una delle aree più colpite (se non la maggiormente tartassata) dagli effetti della ormai imminente irruzione artica.

Esaminiamo le cause, soffermando la nostra attenzione su quanto accadrà domenica.

Saremo in presenza di un impianto sinottico estremamente favorevole allo sviluppo di intense precipitazioni, per effetto di una depressione sullo Ionio che sospingerà verso la nostra regione correnti a curvatura ciclonica dai quadranti settentrionali; non mancheranno neanche gli ingredienti convettivi, a causa di un nucleo d’aria molto fredda in quota (intorno a -35 °C sul Messinese, a poco più di 5000 m slm) che, scalzando con forza l’aria più mite preesistente in loco, innescherà intense correnti ascensionali. Fin qui caratteristiche comuni a tutto il Sud Italia. Perché allora, anziché Calabria, Basilicata e Campania la “tempesta di neve” colpirà solo ed esclusivamente la Sicilia settentrionale?

In aggiunta alle condizioni sopra esposte, nella serata di domenica e nelle prime ore di lunedì, saremo in presenza del fenomeno “lake effect snow”, o più precisamente (considerato che l’attività convettiva domenica avrebbe luogo comunque) al “lake enhanced”, ovvero all’”effetto lago”, ad opera del bacino centro-meridionale del Tirreno, che andrà ad esaltare in maniera significativa le precipitazioni.

Trattasi di un processo che, a seguito di un flusso d’aria molto fredda in scorrimento sopra una superficie d’acqua più calda, può dar luogo ad un’azione “destabilizzante” dell’atmosfera. Motivo? A causa della più grande inerzia termica della massa d’acqua marina rispetto alla terra, il raffreddamento indotto dell’irruzione artica che raggiungerà la Sicilia, chiaramente non influenzerà in maniera altrettanto incisiva la superficie del Tirreno; la temperatura del nostro mare, infatti, oscillerà tra i 13 °C al largo di Roma e Napoli, fino ai 15-16 °C intorno alle Eolie. La massa d’aria d’origine artica, dunque, interagirà con lo specchio d’acqua, la cui superficie rilascerà calore e vapore acqueo, ovvero energia termica a disposizione per i moti convettivi e la genesi di forti rovesci. Una misura del potenziale per l’instabilità indotta dal mare è infatti data dalla differenza di temperatura tra i valori a 850 hPa (circa 1400 m slm) e quelli rilevati sulla superficie d’acqua; quando tale scarto (valutazione empirica) supera i 13 °C, ci sono le condizioni di base per innescare il processo sopra esposto. Ebbene, in questo caso, tra domenica sera e il mattino di lunedì, tale valore raggiungerà addirittura i 20 °C. Le bande convettive cominceranno a formarsi sul Tirreno centrale; le correnti nord-orientali dopo aver perso umidità, dovendo valicare l’Appennino, torneranno a fare il pieno di vapore raggiungendo il Tirreno. Domenica sera, infatti, tra la Sicilia e il Sud Peninsulare, ci sarà un Tirreno che fungerà da “lago caldo”, in corrispondenza del quale, a causa della differente rugosità tra terraferma ed acqua, il “flusso troposferico” subirà una accelerazione proprio in corrispondenza del mare e si “instabilizzerà” dunque ulteriormente, con la genesi di un’area di “divergenza” in quota proprio sul basso Tirreno (convergenza “ideale” su Lazio-Campania e Sicilia meridionale).

Solitamente tale schema viene sormontato da un profilo di inversione termica, a causa, chiaramente, del flusso delle calde correnti ascensionali che si origina sul mare. Tale andamento (temperatura crescente con la quota) solitamente si colloca intorno a 1,5 km di altezza (si avrebbero nubi basse, poiché la genesi di quelle medie verrebbe inibita), ma nei casi più significativi, ovvero quelli che danno luogo a rovesci intensi, la base dell’inversione può collocarsi a 3km. Ebbene, stante alle proiezioni dei modelli numerici (in allegato il diagramma termodinamico previsto per lunedì mattina), il profilo di instabilità atmosferica resisterà addirittura fino a quota 5km, consentendo lo sviluppo di imponenti cumuli e addirittura cumulonembi, portatori di temporali intermittenti (tuoni più cupi del solito a causa del “carico di neve” presente nella nube). Tra domenica sera e lunedì mattina, il flusso si orienterà nella direttrice N/S e non subirà “shear” verticale pronunciato, che avrebbe potuto indurre la distruzione delle bande convettive, ma solo piccole variazioni, contenute entro i 30 °, che anzi potranno intensificare ulteriomente la convezione.

In poche parole, dunque, l’aria gelida in arrivo sarà sostanzialmente povera di umidità (ne sarà testimonianza il sole che splenderà al Centro-Nord, escluso l’Adriatico), ma la significativa distanza percorsa dalla traiettoria al di sopra del Tirreno attiverà i flussi turbolenti in grado di innescare una vigorosa “convezione”. L’asse del flusso d’aria N/S sarà coincidente, infatti, con l’asse maggiore dell’ipotetico “lago tirrenico” ed andrà incontro, dunque, ad un buon “fetch” (distanza caratterizzata da stessa direzione del vento).

Il “Tirreno effect”, inoltre, andrà incontro all’aggravante orografica. I rovesci di questa tipologia di genesi, in formazione sul mare, infatti, solitamente, raggiungendo la terraferma (in questo caso la nostra Isola), per il processo inverso a quello illustrato, tendono a sfaldarsi. Ebbene, anche in Sicilia, malgrado spesso i meteoman nazionali lo ignorino, abbiamo un piccolo particolare. Esistono delle catene montuose imponenti, che potete chiamare “Appennino siculo”, “entroterra” come fate spesso, ma che rispondono al nome di Madonie, Nebrodi e Peloritani, sulle quali saranno costretti ad impattare le bande convettive di cui vi abbiamo accennato (strette ma continue e – per intenderci – sviluppate in lunghezza, lungo i meridiani). Ecco che entrerà in scena, ad alimentare le correnti ascensionali, ad esaltare ulteriormente le precipitazioni, l’effetto stau (per l’espansione adiabatica alla quale sarà soggetta la massa d’aria in risalita forza, con conseguente ulteriore rilascio di calore latente di condensazione ed animazione dei moti convettivi).

L’azione combinata di questi due processi, ovvero il duo Tirreno-Appennino siculo, darà luogo ad una vera e propria tempesta di neve che si abbatterà sul settore settentrionale della nostra regione tra domenica e lunedì. Assisteremo infatti ad un susseguirsi di rovesci e temporali, accompagnati da venti di Tramontana d’intensità burrascosa, che – stanti le temperature – assumeranno carattere già a quote collinari (400 m domenica sera e localmente persino più in basso lunedì). In località montane, come Floresta si raggiungerà il metro di neve di accumulo; dai 1000 m si andrà verso il mezzo metro; ma saranno imbiancati, come detto, diversi centri collinari. Vere e proprie cittadine, in pratica la maggior parte dei centri abitati delle province di Palermo e Messina (ed anche parte del Trapanese), non le poche stazioni sciistiche delle altre regioni. Sui litorali non cadrà mai praticamente pioggia, ma solo gragnola.

Mentre al Sud e nelle zone interne della Sicilia (intendiamo Ennese, Nisseno e settore settentrionale del Catanese, protetti, versante nord dell’Etna a parte, proprio dai rilievi settentrionali), avremo a che fare con una semplice nevicata di metà gennaio, a seguito di temporanei, possibili, sconfinamenti dei temporali in formazione sul Tirreno, sul nord Sicilia si abbatterà una vera e proprio tempesta di neve. Tra fulmini e saette, tra vere e proprie pallottole di neve e fiocchi furiosi, gli accumuli in poche ore (appena 48) risulteranno significativi anche a bassa quota ed abbondanti in montagna.

Dati GFS per lunedì mattina sul Tirreno meridionale. L'inversione termica, tipica di questo tipo di profili, inibirà la convezione solo oltre i 5 km di altitudine. Lo shear verticale, contenuto entro i 30°, agevola la formazione delle "superbande" convettive.

 

Vincenzo Insinga

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